Google: guerra alle fake news!

DiStudio Alpha Omega

Google: guerra alle fake news!

Guerra alle fake news!

Google rafforza la sua lotta alle fake news e all’odio online dichiarando guerra a tutti i contenuti di bassa qualità, offensivi o fuorvianti, mostrati nei risultati del motore di ricerca.

Sono in programma cambiamenti strutturali all’algoritmo che decide cosa mostrare: darà un peso maggiore all’autorevolezza delle pagine web e terrà sempre più in considerazione le segnalazioni delle persone.  

Google sottolinea di aver migliorato i metodi di valutazione dell’indicizzazione delle pagine e di aggiornare continuamente i suoi algoritmi. Si tratta di miglioramenti che mettono al centro la persona. Sono diverse le novità annunciate che vanno in questa direzione. Quella che coinvolge maggiormente gli utenti riguarda gli strumenti di feedback diretto su due funzioni di Google: il completamento automatico delle ricerche, finito sotto i riflettori per aver dato anche suggerimenti razzisti e sessisti, e gli snippet, letteralmente frammenti, che estrapolano dal motore di ricerca brevi informazioni non sempre da siti pertinenti o autorevoli. Gli utenti potranno segnalare direttamente i contenuti che compaiono nei suggerimenti di ricerca e negli snippet indicando se li reputano violenti, offensivi, sessualmente espliciti, inutili, falsi o inaccurati. Questo nuovo tipo di feedback non avrà conseguenze immediate sui contenuti segnalati, ma servirà a Google per dare informazioni sempre più precise agli algoritmi, in modo da mostrare in futuro sempre meno suggerimenti simili.

Altri cambiamenti riguardano il sistema di posizionamento nel motore di ricerca. Questo tiene conto di centinaia di fattori, ad esempio di quanto è recente il contenuto o del numero di volte in cui il termine di ricerca compare nella pagine. D’ora in poi su questo bilanciamento peserà di più il fattore dell’autorevolezza della pagina web. Un modo per far retrocedere contenuti di scarsa qualità

Quello delle bufale, ma anche dei contenuti violenti, offensivi e d’odio non è un problema solo del motore di ricerca di Google, ma anche dei social network, Facebook in testa; finalmente si stanno muovendo i primi passi, attendiamo a vedere i risultati per valutare l’efficacia di questi cambiamenti.

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