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DiStudio Alpha Omega

WhatsApp: Vacation Mode per rilassarsi o nascondere chat “pericolose”

WhatsApp sta testando una nuova modalità chiamata Vacation Mode, che permetterà di staccarsi dal cellulare durante le vacanze, mettendo da parte alcune chat per leggerle al ritorno. A rivelare la funzione è WABetaInfo, sito che già in passato aveva svelato funzioni tenute top secret dai vari sviluppatori. 

UN’EVOLUZIONE RISPETTO A «ARCHIVIA CHAT»

Attualmente WhatsApp consente di archiviare le chat, ovvero nasconderle dalla schermata principale delle conversazioni (basta andare nella schermata delle chat, tenere premuta la chat che si vuole nascondere e poi, nella barra in alto, selezionare l’icona «Archivia»). Anche se nascoste, le chat archiviate continuano a mostrare le notifiche non appena arrivano nuovi messaggi. Con la Vacation Mode invece anche queste saranno nascoste lasciando il destinatario all’oscuro di eventuali novità.

VACATION MODE: COME FUNZIONA?

Una notizia positiva per chi vuole tenere a bada le conversazioni di lavoro o altre chat e non cadere in tentazione. Occhio non vede, dito non preme. La chat nel mentre continuerà a funzionare anche se invisibile. Riceverà i vari messaggi inviati ma noi potremo vederli solo eseguendo due passaggi, vale a dire disattivare la modalità vacanziera e togliere la chat dall’archivio. A quel punto arriveranno a valanga tutti i messaggi non letti.

La modalità vacanze sarà utile anche in altre occasioni! Potrà essere usata per nascondere completamente dalla schermata una chat, qualcosa che non vogliamo finisca sotto gli occhi di qualcuno quando apriamo l’app. Sarà l’opzione preferita degli infedeli che potranno consultare Whatsapp sotto gli occhi del/della partner senza temere nulla. Infatti silenziare le chat o archiviarle non mette al riparo dalle notifiche ma con il Vacation Mode sarà tutta un’altra cosa.

(fonte Corriere della Sera)

DiStudio Alpha Omega

WhatsApp: novità per gli amministratori di gruppi

I gruppi rappresentano una parte importante dell’esperienza WhatsApp, dai gruppi di familiari che comunicano tra loro da una parte all’altra del mondo, agli amici d’infanzia che si tengono in contatto col passare degli anni. Ci sono anche persone che usano i gruppi per aiutarsi, dai genitori in cerca di consigli, agli studenti che si organizzano in gruppi di studio o addirittura alle autorità locali che devono coordinare i soccorsi dopo una catastrofe naturale.

Negli ultimi mesi WhatsApp ha aggiunto nuove funzionalità che ne migliorano l’utilizzo ed ha apportato alcune modifiche in modo da non poter essere ripetutamente aggiunti ad un gruppo che si è abbandonato.

WhatsApp lancia ora una nuova impostazione che permette solo agli amministratori di inviare messaggi all’interno di un gruppo. Questo per offrire uno strumento migliore a chi diffonde avvisi, notizie di servizio o informazioni come, per esempio, nei casi scuola-genitori, autorità locali-cittadinanza, centri culturali-visitatori, organizzazioni-associati.

Per abilitare questa impostazione, apri “Info gruppo“, tocca “Impostazioni gruppo“, “Invio messaggi” e seleziona “Solo amministratori“. Questa impostazione è selezionabile in tutti i gruppi sulle ultime versioni dell’app sia per Android che per iPhone.

 

(fonte WhatsApp)

DiStudio Alpha Omega

Facebook: dati e fake news nel mirino!

Dati

I dati croce e delizia per Facebook. Il colosso è alle prese con una controversia legale che potrebbe scatenare un enorme effetto domino, i cui potenziali effetti sono incalcolabili.

Tutto parte da una sentenza di un tribunale di Berlino, nella quale un giudice tedesco, dopo le richieste di un’associazione di consumatori, ha stabilito che sarà possibile iscriversi al social network anche senza alcun obbligo di fornire i propri dati personali autentici.

Chi vorrà iscriversi con un nickname fasullo potrà farlo. Inoltre, non sarà più considerata valida la clausola, contenuta nelle condizioni generali del social network, secondo cui Facebook può cedere ad aziende terze i dati personali e l’immagine del profilo.

La sentenza del tribunale ha dichiarato non valide 8 clausole delle condizioni generali e 5 impostazioni predefinite. Attualmente non è ancora passata in giudicato e il colosso del web ha già annunciato di voler ricorrere in appello contro questa decisione.

Le Fake News fanno scappare la pubblicità

Sono circa due anni che Facebook è finito più volte al centro delle polemiche.

Tutto è iniziato con le elezioni statunitensi vinte da Trump e il famigerato Russiagate: episodi che hanno posto l’attenzione sul fenomeno delle fake news.

Poi con l’arrivo del nuovo algoritmo, che penalizza le news. Gli ultimi numeri indicano un po’ di insofferenza da parte degli utenti che spendono meno tempo sulla piattaforma e una fuga verso altri social.

Ora, una nuova minaccia arriva dal colosso Unilever. Il secondo più grande inserzionista al mondo, infatti, ha fatto sapere a Facebook e Google che smetterà di fare pubblicità sulle loro piattaforme se non faranno di più per combattere le fake news. Tanto per dare un’idea lo scorso anno l’azienda ha investito su Facebook 9 miliardi di dollari.

Ai due colossi viene chiesto di aumentare la trasparenza, per difendere i minori da contenuti potenzialmente nocivi.

Da una parte Facebook deve combattere il falso. Dall’altra è costretta (da un tribunale) ad accettare iscrizioni da utenti con dati falsi. Una vera patata bollente, insomma.

DiStudio Alpha Omega

Facebook: guerra alle fake news!

Dopo Google anche Facebook muove ufficialmente i primi passi contro le fake news. Proprio per l’Italia il social network annuncia una serie di iniziative per tutelare la sicurezza dell’informazione e per la lotta alle notizia false.

Dalla prossima settimana partirà un’attività di Fact-Cheking in collaborazione con il Pagella Politica, firmataria dei Poynter International Fact Checking Principles, che sarà impegnata nel rivedere e valutare l’accuratezza di notizie o post pubblicati su Facebook. Nel caso questi vengano giudicati falsi o parzialmente falsi, Facebook mostrerà nella sezione sottostante al post stesso un’analisi scritta dallo stesso fact-checker, e il post potrebbe subire penalizzazioni nel News Feed. Le persone che hanno già condiviso quel post poi riceveranno una notifica nel caso il contenuto venisse giudicato falso o non attendibile.

C’è un vademecum realizzato in collaborazione con Fondazione Mondo Digitale che rimarrà nella parte alta del News Feed per i prossimi giorni. Alcuni potrebbero averlo già visto aprendo l’app di Facebook. Si tratta di 10 punti da tenere in considerazione quando si valuta l’autenticità di una notizia e la sua provenienza.

  1. Non ti fidare dei titoli: le notizie false spesso hanno titoli altisonanti scritti tutti in maiuscolo e con ampio uso di punti esclamativi. Se le affermazioni contenute in un titolo ti sembrano esagerate, probabilmente sono false.
  2. Guarda bene l’URL: un URL fasullo o molto simile a quello di una fonte attendibile potrebbe indicare che la notizia è falsa. Molti siti di notizie false si fingono siti autentici effettuando cambiamenti minimi agli URL di questi siti. Puoi accedere al sito per confrontare l’URL con quello della fonte attendibile.
  3. Fai ricerche sulla fonte: assicurati che la notizia sia scritta da una fonte di cui ti fidi e che ha la reputazione di essere attendibile. Se la notizia proviene da un’organizzazione che non conosci, controlla la sezione “Informazioni” della sua Pagina per scoprire di più.
  4. Fai attenzione alla formattazione: su molti siti di notizie false, l’impaginazione è strana o il testo contiene errori di battitura. Se vedi che ha queste caratteristiche, leggi la notizia con prudenza.
  5. Fai attenzione alle foto: le notizie false spesso contengono immagini e video ritoccati. A volte, le immagini potrebbero essere autentiche, ma prese fuori contesto. Puoi fare una ricerca dell’immagine o della foto per verificarne l’origine.
  6. Controlla le date: le date degli avvenimenti contenuti nelle notizie false potrebbero essere errate e la loro cronologia potrebbe non avere senso.
  7. Verifica le testimonianze: controlla le fonti dell’autore per assicurarti che siano attendibili. La mancanza di prove o il riferimento a esperti di cui non viene fatto il nome potrebbe indicare che la notizia è falsa.
  8. Controlla se altre fonti hanno riportato la stessa notizia: se gli stessi avvenimenti non vengono riportati da nessun’altra fonte, la notizia potrebbe essere falsa. Se la notizia viene proposta da fonti che ritieni attendibili, è più probabile che sia vera.
  9. La notizia potrebbe essere uno scherzo: a volte può essere difficile distinguere le notizie false da quelle satiriche o scritte per divertire. Controlla se la fonte è nota per le sue parodie e se i dettagli e il tono della notizia ne rivelano lo scopo umoristico.
  10. Alcune notizie sono intenzionalmente false: usa le tue capacità critiche quando leggi le notizie online e condividile solo se non hai dubbi sulla loro veridicità.

Un’altra novità, che per il momento riguarderà gli Stati Uniti, è una modifica al news feed. L’obiettivo sarebbe quello di dare priorità alle notizie locali, in modo che venga data più rilevanza a quello che succede intorno alla persona stessa e che ci si possa concentrare maggiormente sul concetto di community. Questa novità è parte di quella modifica al news feed che vedrebbe una progressiva diminuzione dei contenuti delle pagine in modo da favorire post di amici, conoscenti e parenti, per riportare Facebook sulla strada di un tempo.

DiStudio Alpha Omega

Google: guerra alle fake news!

Guerra alle fake news!

Google rafforza la sua lotta alle fake news e all’odio online dichiarando guerra a tutti i contenuti di bassa qualità, offensivi o fuorvianti, mostrati nei risultati del motore di ricerca.

Sono in programma cambiamenti strutturali all’algoritmo che decide cosa mostrare: darà un peso maggiore all’autorevolezza delle pagine web e terrà sempre più in considerazione le segnalazioni delle persone.  

Google sottolinea di aver migliorato i metodi di valutazione dell’indicizzazione delle pagine e di aggiornare continuamente i suoi algoritmi. Si tratta di miglioramenti che mettono al centro la persona. Sono diverse le novità annunciate che vanno in questa direzione. Quella che coinvolge maggiormente gli utenti riguarda gli strumenti di feedback diretto su due funzioni di Google: il completamento automatico delle ricerche, finito sotto i riflettori per aver dato anche suggerimenti razzisti e sessisti, e gli snippet, letteralmente frammenti, che estrapolano dal motore di ricerca brevi informazioni non sempre da siti pertinenti o autorevoli. Gli utenti potranno segnalare direttamente i contenuti che compaiono nei suggerimenti di ricerca e negli snippet indicando se li reputano violenti, offensivi, sessualmente espliciti, inutili, falsi o inaccurati. Questo nuovo tipo di feedback non avrà conseguenze immediate sui contenuti segnalati, ma servirà a Google per dare informazioni sempre più precise agli algoritmi, in modo da mostrare in futuro sempre meno suggerimenti simili.

Altri cambiamenti riguardano il sistema di posizionamento nel motore di ricerca. Questo tiene conto di centinaia di fattori, ad esempio di quanto è recente il contenuto o del numero di volte in cui il termine di ricerca compare nella pagine. D’ora in poi su questo bilanciamento peserà di più il fattore dell’autorevolezza della pagina web. Un modo per far retrocedere contenuti di scarsa qualità

Quello delle bufale, ma anche dei contenuti violenti, offensivi e d’odio non è un problema solo del motore di ricerca di Google, ma anche dei social network, Facebook in testa; finalmente si stanno muovendo i primi passi, attendiamo a vedere i risultati per valutare l’efficacia di questi cambiamenti.

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